CANNABIS (nel trattamento della) MANIA.
La mia opinione del cosiddetto “mondo cannabico” attuale è espressa egregiamente dall’ultimo titolo del consueto articolo di Franco Casalone per Soft Secrets. “la fiera degli allocchi” recitava. Ciò che “ho visto” io, col mio sguardo più “medico” è stata invece “la fiera dei maniaci”. Pensate ad un’analogia: la società di oggi come ad un paziente bipolare. Il prolungato periodo di repressione perpetrato nei confronti di questa pianta è paragonabile ad una “fase depressiva”, ad oggi, con gli spiragli di qualche finta concessione, la “crisi depressiva” è finita e siamo passati alla fase, appunto, maniacale. Tecnicamente la mania è definita come “condizione psicopatologica caratterizzata da uno stato di eccitazione che coinvolge più sfere della personalità”.
Sfortunatamente, la disinformazione che ruota ancora intorno a questa pianta, ha fatto si che l’eccitazione, invece che dirigersi verso uno scopo “conoscitivo” (come sarebbe auspicabile di fronte ad un evento mai studiato prima) si sia diretta verso un fine “meramente lucrativo”.
Cavalcando la permanente dicotomia legale/illegale, i prezzi sono stati mantenuti coerenti al mercato, assumendo come “corretto” il prezzo attribuito alla pianta considerata “illegale”. Conoscere qualcosa è difficile, richiede tempo ed investimento. Commercializzare qualcosa, invece, è affare diverso, si fa leva sulle necessità consce e non dei clienti per poter dare loro “un qualcosa di cui hanno bisogno”.
Non è questa, a mio avviso, la direzione giusta da intraprendere. La conoscenza di questa pianta è un sistema complesso di relazioni tra sfere di competenza. Come si può, nella parte “evoluta del mondo”, voler comprendere una pianta da una molecola, quando in quella considerata “meno evoluta” viene utilizzata ancora oggi, da millenni, come medicina sia per l’uomo che per l’animale?
Tutta questa neonata mania non deriva dalla pianta in sé, deriva dalla speculazione che può essere fatta su di essa. Riconoscendo questi “punti deboli del sistema” e non volendo fare della pura critica sterile, abbiamo dato vita ad un’esperienza unica nel suo genere che cercherà di affrontare “il sistema cannabis” da tutti i punti di vista, compresa l’esperienza diretta della pianta selvatica dato che l’esperienza si svolgerà in Nepal.
Nuotare controcorrente non è mai semplice, si fa sempre più fatica degli altri, ad alcuni, però, il paesaggio della sorgente piace di più di quello della foce.
Hari Om Tat Sat.